Tradurre un blog o sito in inglese per aumentare le visite Scrivi un commento!

Conviene tradurre un blog o un sito in inglese, per aumentare le visite?

Da un po’ di tempo sto traducendo gli articoli di questo blog in inglese (li potete trovare, ad esempio, su P2P Blog, The Blogging Blog o Web-o-Rama). Provo pertanto a rispondere alla domanda: conviene impegnarsi (perché di impegno si tratta) a tradurre il proprio blog (o sito) in inglese, nella speranza di aumentarne le visite?

Le difficoltà di gestire un blog o sito in inglese

Per capire se valga o meno la pena di aprire un sito “gemello” per le traduzioni in inglese, vediamo prima gli “svantaggi” (che giustificano la parola “impegno” che ho usato prima):

  1. Dobbiamo scrivere in una lingua che non è la nostra; questo significa:
    1. Consultare spesso il dizionario: cartaceo o online che sia, richiede comunque tempo.
    2. Stare molto attenti ai false friends: questo è ancora più vero quando parliamo di argomenti tecnici. Un esempio: se volete tradurre “Voci di menu”, un inglese non capirebbe un “Menu voices” - occorre usare “Menu item”. Anche questo richiede di passare parecchio tempo su Google.
    3. Fare attenzione a non commettere errori. Quello che vale per un sito italiano, è valido anche per uno inglese: gli errori grammaticali o ancor peggio logici ci fanno fare una brutta figura.
    4. Non poter usare un linguaggio complesso e ricercato: non potremmo mai parlare un buon inglese, qualora l’avessimo studiato solo sui banchi di scuola.
    5. Dobbiamo tradurre e “localizzare” tutto, non solo il post, ma anche (ad esempio):
      1. i link a tema verso siti esterni (che, ricordo, è un fattore di posizionamento). Immaginate la confusione di un inglese che, capitando sul vostro post, in inglese, viene portato da un vostro link su un sito italiano… Per cercare risorse esterne a tema e in inglese, consiglio di affidarsi alla ricerca internazionale.
      2. le parole chiave e le frasi di ricerca usate dagli utenti dei motori internazionali possono differire da quelle italiane: per fortuna, lo strumento per le parole chiave di adwords ci consente di selezionare sia la lingua che la zona delle ricerche
  2. Abbiamo un altro sito o blog da gestire e di cui seguirne il posizionamento, il doppio di articoli da scrivere (se decidiamo di tradurre tutto), e un altro sito da mantenere (qualora decidessimo di utilizzare un CMS);
  3. Dobbiamo posizionare il sito sulla ricerca internazionale, più “difficile” di quella italiana, perché c’è maggiore competizione. Inoltre dovremo ristudiare le parole chiave con cui posizionare il post.

Questi sono tutti gli svantaggi che mi vengono in mente; ne conoscete altri?

I vantaggi di tradurre un sito in inglese

In realtà è piuttosto conveniente tradurre un sito in inglese (a meno che non contenga articoli interessanti solo per i nostri connazionali). E due degli svantaggi visti sopra (il n° 1 e il n° 3) diventano addirittura dei vantaggi:

  1. Scrittura semplice? È l’ideale per il web, in cui i testi devono essere brevi, per non affaticare il lettore, e comprensibili a tutti (trovate lo stesso consiglio anche qui: La guida definitiva alla scrittura per blogger - punti 3 e 4);
  2. Le SERP internazionali sono più competitive? Vero, ma le chiavi di ricerca hanno mediamente una frequenza di ricerca maggiore, e possono portare più traffico rispetto alla corrispondente chiave italiana.

Il sito in inglese, quindi, può portare più visite (almeno in generale, poi dipende anche dal tema trattato). Un blog in inglese con solo una decina di articoli scritti è arrivato a farmi anche 500 visite da Google al giorno. ;)

Dove e come tradurre gli articoli

Il mio consiglio è quello di creare un secondo blog o sito (completamente in inglese, con tanto di pagine, tag e categorie), e di inserirlo in una sottodirectory del dominio principale o, ancora meglio, in un sottodominio:

  • tuosito.com - il sito in italiano;
  • en.tuosito.com - il sito in inglese.

In questo modo, Google riuscirà a capire meglio sia la lingua degli articoli che il loro tema. Io, ad esempio, ne ho approfittato per creare diversi sottoblog tematici, di nicchia, in ognuno dei quali inserire le traduzioni del blog italiano, più generale.

Se il sito deve ancora partire, consiglio di inserire il sito in inglese (internazionale) sul dominio principale (perché avrà più audience) e quello in italiano su un sottodominio (it.yoursite.com).

Occorrerà linkare tra loro le varie versioni dei post: l’articolo in italiano dovrà linkare alla sua versione in inglese, e viceversa. Consiglio di usare dei link testuali, in modo che l’anchor text assuma il titolo del post linkato. È anche molto importante prendere link da siti esterni scritti nella stessa lingua delle traduzioni.

Già questi accorgimenti (e il solo fatto di scrivere in inglese) dovrebbero essere sufficienti perché Google capisca la lingua di una pagina. Se proprio vogliamo andare oltre, possiamo inserire questo meta tag all’interno del tag <head>:
<meta http-equiv="content-language" content="en“/>
… anche se questo codice sarà più utile per l’accessibilità della pagina piuttosto che per i motori di ricerca.

Per concludere: come verificare che una pagina venga considerata come scritta in inglese? Cercandola su Google (non quello internazionale, ma quello nella nostra lingua), magari col comando site:url_pagina. Se accanto al risultato compare il link “Traduci questa pagina”, allora è stata interpretata correttamente.

Un ultimo consiglio: se sai parlare altre lingue oltre all’inglese, traduci il tuo sito anche in queste! L’inglese non è neanche la lingua più parlata al mondo;)

Che aspetti? Corri a tradurre! ;)

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20 Responses to “Conviene tradurre un blog o un sito in inglese, per aumentare le visite?”

  1. annarita Says:

    Ottimo, Andrea. Ma tu che mangi pane e volpe?;)

    Te lo segnalo sì sul mio blog.

    Baciotti
    annarita

  2. Andrea Romagnoli Says:

    annarita scrive:

    Ma tu che mangi pane e volpe?

    hihihi, in realtà si basa solo sull’equazione “più pagine indicizzate = + visite” e “le ricerche internazionali hanno più volume”… tutta roba che si trova già sul web, ho solo voluto riportare la mia esperienza ;)

    annarita scrive:

    Te lo segnalo sì sul mio blog.

    Grazie ;)

    annarita scrive:

    Baciotti
    annarita

    Anche a te, e buone feste ;)

  3. F1News Says:

    Basta un plugin
    fa tutto lui.
    inserisce tra l’estensione del tuo sito la sigla della lingua e traduce tutto.da quando ce l’ho il blog è diventato internazionale tanto che numerosi motori di ricerca hanno iniziato ad indicizzarlo.
    Il plugin?
    Questo:
    Global Translator
    Venite sul blog.
    Aprite un articolo e poi cliccate su una bandierina straniera.
    Osservate l’evoluzione del link della news.
    E’ fantastico.

  4. F1News Says:

    Esempio:

    News italiana: http://formula1news.info/f1-le-novit-tecniche-della-stagione-2009/

    news inglese: http://formula1news.info/en/f1-le-novit-tecniche-della-stagione-2009/

  5. Andrea Romagnoli Says:

    @ F1News:
    Adesso devo uscire, poi stasera ti dico perché, almeno per il dominio principale in italiano, ho scelto di tradurre manualmente. ;)

  6. Andrea Romagnoli Says:

    @ F1News:
    Il plugin di cui parli lo conosco, ma, almeno per le traduzioni in italiano, ho deciso di tradurre manualmente. Ho dovuto fare così perché:

    1) volevo inserire le traduzioni in blog (sottodomini) diversi, più di nicchia rispetto al dominio principale, dove parlo di tutto;

    2) preferivo inserire le traduzioni in sottodomini piuttosto che in sottodirectory, per questioni “SEO” - mi è capitato di posizionarmi nella stessa SERP, per la stessa chiave, con due sottodomini diversi… e posso concorrere per ben 4 posizioni in prima pagina di google, piuttosto che in 2 ;)

    3) almeno per la traduzione in inglese, preferivo farla manualmente (le traduzioni automatiche non sono precisissime;

    4) con le traduzioni automatiche i post continuerebbero a linkare risorse in italiano, mentre preferisco fargli linkare risorse in inglese, per ovvi motivi ;)

    Comunque pensavo già di valutare l’uso del plugin per i sottodomini, in quanto, essendo scritti in un inglese semplice, si potrebbero ottenere traduzioni automatiche leggermente migliori. ;)

  7. F1News Says:

    Comunque non ti fissare troppo con le serp e quant’altro.
    Alla fine poi ti stanchi e molli tutto.

  8. Andrea Romagnoli Says:

    @ F1News:
    Oh, ma le SERP mi divertono! ;)
    Ed è più di un anno che scrivo su questo blog, e mi diverto sempre di più! ;)

  9. Andrea Romagnoli Says:

    F1News scrive:

    Esempio:

    News italiana:

    Scusa, il tuo commento era stato catturato da Akismet :oops:

  10. Francesco Says:

    Beh, e perchè non utilizzare un “plugin” o cosa del genere (tipo il servizio offerto da Google?

  11. Andrea Romagnoli Says:

    Francesco scrive:

    perchè non utilizzare un “plugin” o cosa del genere

    Riguardo le traduzioni automatiche, come la penso l’ho già scritto qui:
    http://technoburger.net/tradurre-un-blog-in-inglese#comment-3311
    ;)

  12. Andrea Bez. Says:

    Ciao Andrea, complimenti per il post come al solito puntuale e preciso
    E come al solito capisco che le problematiche passano da questioni *anche e soprattutto* tecniche. Cioe’, il problema di tradurre bene, e’ solo l’inizio… :)

    ciao
    andrea

  13. Andrea Romagnoli Says:

    Andrea Bez. scrive:

    Ciao Andrea, complimenti per il post come al solito puntuale e preciso

    Grazie! :D

    Andrea Bez. scrive:

    Cioe’, il problema di tradurre bene, e’ solo l’inizio…

    Sì, dopo la traduzione, ci aspetta (come minimo) la promozione del sito su piattaforme e portali internazionali… ;)

  14. Fabio Says:

    La risposta al post se conviene o meno tradurre un blog/sito è scontata.
    Conviene senz’altro!
    Un libro tradotto in molte lingue vende più di un libro scritto solo in italiano?
    Il difficile e riuscire a farlo bene in tutte le lingue ;-)

  15. Andrea Romagnoli Says:

    Fabio scrive:

    La risposta al post se conviene o meno tradurre un blog/sito è scontata.
    Conviene senz’altro!

    Le mie considerazioni erano relative anche (e soprattutto) a siti web e blog amatoriali (come questo), in cui il proprietario potrebbe non avere le risorse / tempo / soldi per tradurre (bene, come hai fatto giustamente notare) ;) gli articoli, gestire un altro sito web e promuoverlo per scalare la difficile SERP internazionale. ;)

    Cioè: il gioco potrebbe non valere la candela. Si perde tempo a tradurre, per scoprire, magari, di ricevere pochissimi accessi dai MDR. :?

    (poi ovvio: per un grande portale è tutto più semplice).

    Quello che volevo far trasparire dal post, era il consiglio, almeno, di provarci ;)

    Comunque, grazie per il commento e buon anno (anche se in ritardo) ;)

  16. PzSniper Says:

    Ottimo articolo davvero, avevo proprio bisogno i queste tue riflessioni.

  17. Andrea Romagnoli Says:

    @ PzSniper:
    Grazie. :)
    Vedo che hai un blog su blogspot, se vuoi segui queste guide: http://technoburger.net/guide/blog/blogger (soprattutto quella che riguarda il tag title: http://technoburger.net/guide/blog/blogger/titoli-seo ).

    Sempre riguardo al titolo, in passato ho scritto anche questo: http://technoburger.net/i-titoli-dei-post-di-un-blog :)

  18. Alberto Bravi Says:

    Ciao

    volevo consigliarvi questo sito: http://www.translateapp.eu, è una community di traduttori e freelance.

    Si possono uplodare i file di internazionalizzazione es. po, csv, ecc, oppure semplicemente qualcosa che si vuole tradurre.

    TranslateApp è anche un gestore si lingue, si possono caricare file, aggiungere frasi, parole e tradurle in modo più semplice senza dover aprire a mano il file.

    Se avete bisogno invece si una traduzione professionale potete avvalervi di un traduttore freelance.

    Spero che vi posso essere utile.

    Ciao!

  19. Max T Says:

    Ciao a tutti volevo chiedere un suggerimento pratico sempre sull’argomento di creare una versione in inglese del proprio blog. Premesso che anch’io diffido delle traduzioni automatiche vorrei sapere come si procede in pratica nel caso di un Blog su Blogger. Ad esempio ho un blog diciamo “http://nomeblog.blogspot.com” cosa devo fare?? Creo un nuovo blog, ad esempio “http://nomeblog-eng.blogspot.com” oppure c’è un modo per inserire due bandierine (ITA e ENG) sullo stesso blog. Naturalmente lo scopo è sempre quello di incrementare le visite.
    Grazie a tutti

  20. blackandblue Says:

    Quantomai attuale ed utile come riflessione. Noi troviamo più artisti americani che conoscono l’italiano (perchè suonano spesso in italia) che italiani disposti a leggere contenuti in inglese… i traduttori automatici però, per quanto a volte con risultati comici, ti fanno capire almeno a grandi linee di cosa si sta parlando, io per ora ho usato un widget che ho trovato qui: http://iolecal.blogspot.com/2009/06/bandierine-per-google-translate-widget.html
    mi piacerebbe molto di più avere un traduttore umano però.
    ciao e grazie!

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